Fitofarmaci, finalmente se ne parla in aula

mozione-fitofarmaciIeri in aula c’è stata la discussione generale delle MOZIONI IN MATERIA DI AUTORIZZAZIONE ALLA COMMERCIALIZZAZIONE E ALL’UTILIZZO DEI PRODOTTI FITOSANITARI

Testo mozioni 19-10-2015

Secondo l’ultimo aggiornamento Istat relativo ai consumi di fitosanitari in Italia, dal 2002 al 2013 la quantità di pesticidi distribuiti per uso agricolo si è ridotta del 29,2%. Si tratta di un calo significativo, certo, a cui però dovremmo collegare il graduale e progressivo aumento di aziende agricole che hanno deciso di produrre secondo i criteri del biologico,basti considerare, infatti, che dal 2010 al 2013, su scala nazionale la superficie agricola coltivata a biologico è cresciuta del 23,1%.

Già dal 2002 si è mosso i primi passi verso una riduzione ed un uso più razionale dei prodotti fitosanitari: nell’ambito del Sesto Programma d’azione per l’ambiente, adottato dal Parlamento e dal Consiglio europeo, era stata prevista la necessità di elaborare una strategia tematica per l’uso sostenibile dei pesticidi. In linea con questa volontà, la Direttiva europea 128/2009 ha definito un quadro d’azione comunitario e ha rimandato agli Stati membri l’adozione di Piani d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei pesticidi. L’Italia ha recepito la direttiva nel 2014, adottando un Piano con obbiettivi importanti: la riduzione dell’impiego di pesticidi in agricoltura e in ambiente urbano e che dovrebbe investire su formazione, sensibilizzazione, tutela dei consumatori, salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità.

Ad oggi, tuttavia, si può affermare che la situazione è ben lontana dagli obiettivi prefissati.

La normativa vigente ha portato sicuramente ad un maggior esame delle sostanze attive impiegate nelle formulazioni ed a controlli più stringenti sull’uso corretto dei pesticidi in agricoltura. Tuttavia, i piani di controllo dei residui di fitosanitari negli alimenti, predisposti a livello europeo e nazionale, non dedicano la giusta attenzione al fenomeno del multiresiduo, e delle sue possibili ripercussioni sulla salute dei consumatori, rispetto al 2012 il multiresiduo, è salito dal 17,1% al 22,4%, ponendo poca attenzione alla valutazione degli effetti sinergici che potrebbero derivare dalla presenza concomitante di più residui chimici in uno stesso alimento, seppur a basse concentrazioni ed entro i limiti di legge.

Una maggiore attenzione deve essere poi rivolta alle ricadute negative che il massiccio impiego di pesticidi ha determinato e continua a determinare sull’ambiente, sarà sicuramente necessario approfondire quali sono stati e sono i meccanismi di accumulo nel suolo, delle dinamiche di trasferimento e del destino di questi a lungo termine nell’ambiente.

Fortemente minacciata è anche la salute delle acque, come l’ISPRA ha sottolineato nell’ultimo Rapporto sullo stato delle acque italiane, che ha rilevato la presenza in acque superficiali e sotterranee di 175 diverse sostanze chimiche, glifosato in testa, seguito da fungicidi e insetticidi.

L’agricoltura italiana sta compiendo diversi sforzi nella direzione di un uso sostenibile dei pesticidi, ma sulla normativa che recepisce la direttiva europea abbiamo riscontrato diverse lacune, più volte rimarcate, anche con numerosi atti ispettivi.

Tanto per cominciare, il Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari non ha individuato gli “obiettivi quantitativi” di riduzione dei pesticidi in agricoltura. Nelle premesse c’è scritto che verranno individuati, ma la Direttiva 2009/128/CE, sancisce che sono necessari per valutare i progressi, quindi vanno individuati al più presto, anzi sarebbero già dovuti essere stati individuati.

Soffermiamoci sulle scelte fatte dal nostro Paese per il recepimento della Direttiva. Con il decreto Interministeriale 22 gennaio 2014 che è seguito al decreto legislativo n. 150/2012 di recepimento della Direttiva, si dovevano centrare gli obiettivi fissati dalla stessa Direttiva, invece si è approvato un “decreto contenitore vuoto” che per funzionare ha bisogno di tanti decreti attuativi, la maggior parte dei quali non hanno ancora visto la luce.

Ad oggi, sono stati emanati pochissimi decreti attuativi, come le Linee guida per la scelta delle misure da inserire nei piani di gestione e nelle misure di conservazione dei siti NATURA2000 e delle aree protette,il decreto sui criteri ambientali minimi per i trattamenti su strade autostrade e ferrovie; Il MANUALE DI DIFESA INTEGRATA emanato dal Mipaaf, che dovrebbe corrispondere al “manuale di orientamento sulle tecniche per la difesa fitosanitaria a basso impatto ambientale e strategie fitosanitarie sostenibili” di cui parla il PAN;

a che punto sono gli altri decreti?

  • l’articolo 24 del decreto legislativo n. 150 del 2012 stabilisce le sanzioni per la mancata applicazione delle prescrizioni stabilite dal decreto stesso. Tuttavia, risulta evidente che la maggior parte delle sanzioni interessa la parte della distribuzione e della formazione professionale, trascurando ad esempio quelle relative all’articolo 11 su informazione e sensibilizzazione, all’articolo 14 sulla tutela dell’ambiente acquatico e delle acque potabili, all’articolo 15 sulla tutela delle aree specifiche, all’articolo 17 sulla manipolazione e stoccaggio dei prodotti fitosanitari e trattamento dei relativi imballaggi e delle rimanenze, ma soprattutto all’articolo 19 in merito all’applicazione dei principi generali della difesa integrata obbligatoria, di cui all’allegato III del decreto legislativo n. 150 del 2012, argomento principale della norma. Senza sanzioni sulla non applicazione di tali misure, ribadisco obbligatorie, l’efficacia del piano viene a cadere.

  • l’articolo 25, comma 3, del decreto legislativo n. 150 del 2012 prevede un decreto del MIpaaf da emanarsi entro il 12 agosto 2014, con cui determinare le tariffe ed il relativo versamento per i controlli delle attrezzature di applicazione dei prodotti fitosanitari.

Sempre sulla manutenzione e taratura delle macchine irroratrici l’accreditamento dei centri di prova è parecchio indietro, ci sono 194 centri in Italia e 517 tecnici abilitati, ma Regioni come la Puglia che non hanno neanche un centro di prova. Se consideriamo che le apparecchiature per l’irrorazione da revisionare in Italia sono circa 600 mila e devono essere sottoposte a controllo funzionale entro il 26/11/2016,con i dati attuali ogni centro ha in carico oltre 3000 irroratrici, visto il numero ridotto di macchine ad oggi controllate ci sembra impossibile riuscire a rispettare la scadenza data dal Pan e dalla direttiva

  • l’articolo 10, comma 4, del decreto legislativo n. 150 del 2012 che prevedeva un’altro decreto del Mipaaf, da emanarsi entro il 26 novembre 2013, per adottare specifiche disposizioni per l’individuazione dei prodotti fitosanitari destinati ad utilizzatori non professionali

  • il paragrafo A.3.10 del PAN che prevede un decreto del Mipaaf da emanarsi entro 6 mesi dall’approvazione del piano di azione nazionale, per la costituzione di una banca dati nazionale relativa ai controlli effettuati sulle macchine di distribuzione dei fitofarmaci, ed il ruolo di ENAMA, organismo di supporto al Mipaaf,

  • l’articolo 14 del decreto legislativo n. 150 del 2012 che specifica che il piano di azione nazionale definisce le misure appropriate per la tutela dell’ambiente acquatico e delle fonti di approvvigionamento di acqua potabile dall’impatto dei prodotti fitosanitari, e che le Regioni assicurino l’attuazione delle misure previste da Piano, informando ogni anno il Ministero dell’ambiente e della salute sulle misure adottate

  1. oltre a quanto innanzi citato, altre misure e decreti attuativi dovranno far seguito al piano di azione nazionale, per i quali tuttavia non è stato definito un termine temporale, ad esempio le misure per disciplinare la vendita di prodotti fitosanitari on-line.

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4 pensieri su “Fitofarmaci, finalmente se ne parla in aula

  1. C’è chi sta in campagna, per scelta, fra i filari di viti e gli uliveti.
    Costretto a chiudersi in casa con le finestre serrate perchè in alcuni periodi dell’anno passa tutti giorni la nuvola bianca dell’irroratrice. Chi controlla? Come si può controllare?

    • questo è quello che è stato votato ieri:
      Impegni accolti:
      – revisione dei criteri su cui si basa l’iter di autorizzazione dei prodotti fitosanitari, laddove l’autorizzazione eccezionale venga considerata l’ultima possibilità;
      – inserimento anche delle schede di sicurezza nei decreti dirigenziali che autorizzano in deroga i prodotti fitosanitari e nel database ministeriale dei prodotti fitosanitari;
      – revisione delle etichette dei prodotti fitosanitari, completando le parti relative alla composizione e alle frasi di rischio e inserendo identità e concentrazione dei coformulanti (sono composti che possono essere dannosi quanto il principio attivo!);
      – calcolo della tossicità dei prodotti fitosanitari sulla base dell’effettiva formulazione del prodotto, andando quindi a considerare l’aumentata tossicità dovuta agli effetti sinergici;
      – per la tutela a salvaguardia dell’uomo e del suo ambiente: nel caso in cui ambiente agricolo e urbano non abbiano confini definiti, ma siano integrati, individuazione di una nuova definizione a questi ambienti (il Governo è allergico alla definizione di una distanza di sicurezza, nonostante sia un concetto previsto dal PAN Piano di Azione Nazionale sull’uso sostenibile dei fitosanitari);
      – inclusione nei programmi di monitoraggio ambientale, a partire dal glifosato e dal metabolita Ampa, di tutte le sostanze immesse sul mercato;
      – bando dell’uso del glifosato.

      Impegni non accolti:
      – interruzione delle autorizzazioni eccezionali perpetuate ben oltre i 3 anni (alla faccia della deroga) previsti dall’articolo 30 del Reg. 1107/2009;
      – interruzione delle autorizzazioni dei prodotti Aviozolfo e Aviocaffaro per l’irrorazione aerea, nonché verifica della reale sussistenza delle condizioni che, ad oggi, hanno consentito le deroghe per tali autorizzazioni;
      – sostegno e aumento delle attività di ricerca nel settore e, in particolare, sugli effetti cumulativi dei pesticidi.
      Vigileremo sull’attuazione dei primi impegni, continueremo a lottare per quelli non accolti. Perchè questo dà la misura del fatto che di fronte a interessi economici sostanziosi, il Governo si dimentica volentieri che esiste un principio di precauzione, laddove bisogna “adottare i provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente facendo prevalere le esigenze connesse alla protezione di tali interessi sugli interessi economici”.

      • Rispondo ad Agribio.
        Allora bisogna lasciarsi intossicare da chi produce e usa questi veleni. Occorre controllare che vengano rispettati i criteri per l’immissione in commercio dei fitosanitari e il loro corretto uso.

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