Gestione rifiuti -FRANA PD

Con la richiesta di commissariamento di SEI Toscana da parte dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione, frana definitivamente il disegno del PD per la Gestione dei rifiuti in Toscana.
Il nostro ATO Toscana Sud,doveva essere da esempio per estendere poi agli altri ATO della regione un modello di gestione centrato su un mega gestore casalingo e interamente controllato dal PD.
L’inchiesta della magistratura prima, con gli arresti e le interdizioni dai pubblici uffici dei vertici di ATO e Sei Toscana e Sienambiente, e la richiesta di ANAC ora, entrambe motivate dalla turbativa d’asta che sarebbe avvenuta per far vincere la gara a Toscana Sei, pongono una questione politica non più rinviabile.
Ben prima delle responsabilità penali che saranno accertate dalla Magistratura, in discussione sono le responsabilità politiche e gestionali che le 103 amministrazioni comunali delle tre provincie hanno accumulato dal 2010 ad oggi nelle scelte che hanno operato, approvando quello che la Struttura tecnica di ATO gli sottoponeva prima per l’impostazione della gara, poi per la selezione del vincitore ed infine per la sottoscrizione di un contratto di servizio raffazzonato e costosissimo per le tasche dei cittadini.
A nulla possono valere le grida di sdegno che oggi molti di quei sindaci lanciano al cielo minacciando sfaceli. Dove erano lor signori quando venivano prese le decisioni?
E si che non era poi così difficile accorgersi che qualcosa non tornava.
Il Movimento 5 Stelle ha impiegato poco più di sei mesi di studio (da giugno 2014 a gennaio2015) delle carte per capire cosa si era fatto e cosa si andava facendo.
– Il 23 gennaio 2015, quando ancora Corte dei Conti e Magistratura non si occupavano della faccenda, il M5S presentò pubblicamente con conferenze stampa contemporanee nei tre capoluoghi di provincia i risultati del suo studio e la predisposizione di due mozioni sul sistema di gestione dei rifiuti da presentare in tutti i consigli comunale dei 103 comuni.
In particolare una delle due chiedeva l’impegno delle Amministrazioni Comunali a operare per la decadenza del contratto di servizio con Sei Toscana motivata proprio dalle forti criticità riscontrate nelle modalità di espletamento della gara.
Le stesse criticità che oggi Magistratura e ANAC pongono alla base delle loro iniziative.
La verità è che i sindaci hanno sempre obbedito alle direttive del PD. Hanno girato la testa dall’altra parte facendo finta di non vedere.
Diversamente dovremmo pensare che questi Amministratori sono così incapaci da non capire cosa andavano approvando. Oltre 40 Delibere di ATO assunte nel corso di 7 anni, almeno una ventina di dibattiti assembleari, strutture tecniche dei comuni deputate al seguimento del settore dei rifiuti non sono serviti ad accorgersi di quello che stava succedendo?
Qualunque sia la verità il risultato non cambia: le amministrazioni locali usate nell’interesse esclusivo del partito che si autoalimenta controllando direttamente tutta la filiera industriale della erogazione dei servizi, in questo caso i rifiuti ma lo stesso modello è applicato per l’acqua, la salute, l’energia, i trasporti.
Un sistema blindato.
La pressoché totale estensione del controllo amministrativo del PD e un pò di briciole elargite di volta in volta a quei pochi comuni che manifestavano mal di pancia ha garantito una libertà di manovra assoluta.
E’ giunto il momento di dire basta a questo scempio di risorse e di mala amministrazione.
Il Movimento 5 Stelle rinnova la richiesta della decadenza del Contratto di Servizio con SEI Toscana e l’avvio di un percorso che disegni un nuovo modello di gestione dei rifiuti dove al primo posto vengano messi gli interessi dei cittadini e quelli dell’ambiente e non gli utili delle aziende del PD.
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