Dichiarazione voto finale commissione d’inchiesta sistema bancario

L’intervento in dichiarazione di voto di Alessio Villarosa sul voto finale per l’istituzione della commissione d’inchiesta del sistema bancario

Era il 3 dicembre 2013 – BANCA ETRURIA E’ AL COLLASSO

Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco manda una lettera al consiglio d’amministrazione della Popolare di Arezzo scrive che la Banca Etruria è travolta “in modo irreversibile” da un “progressivo degrado”…. in corso tutt’ora.. e indisturbato da 11 anni, …però nessuno sa nulla …perchè…?
perché in questo cavolo di paese gli organi dello stato continuano a mandare lettere segrete

13 dicembre 2013 – 10 giorni dopo
Banca Etruria emette un comunicato nel quale afferma che l’istituto è alla ricerca di un gruppo bancario di “elevato standing” con cui fondersi su indicazione della Banca d’Italia, però nessuno conosce le reali motivazioni di questo comunicato….
perché ?
perché ripeto… la lettera di Banca d’Italia era “riservatissima”, probabilmente, per non disturbare il collocamento di obbligazioni subordinate… ? che era in corso proprio in quei giorni.? Mi domando…… ma se Visco avesse reso pubblica la lettera….forse molti risparmiatori avrebbero potuto salvare i propri soldi ? (1)

Quella lettera ….però…..non fu resa pubblica a chi in quei giorni stava decidendo se comprare o meno le obbligazioni truffa di etruria……complimenti…applausi…complimenti….. .ditelo a chi no lo sa che nessuno di loro poteva conoscere il reale valore di ciò che acquistava…. davvero complimenti…..
E aggiungo che avete fatto pentole e coperchi… perché questo omicidio non ha trovato colpevoli… nessuno era colpevole…come nelle storie più brutte…Banca d’Italia potrà dire di non avere responsabilità sui prodotti venduti perché la responsabile è di Consob, e Consob dal canto suo ci dirà che non può essere ritenuta responsabile perché non poteva pubblicare ciò che Banca d’Italia aveva segregato.

Febbraio 2014 – TANTI AUGURI, BUON ANNO SERVONO NUOVI POTERI, CAMBIANO I VERTICI E CAMBIANO LE ATTENZIONI

Renzi silura Letta e diventa Presidente del Consiglio, il 3° non eletto della storia repubblicana.
La disinteressata Maria Elena Boschi diventa Ministro delle Riforme

Perché la chiamo disinteressata ?..…perché come avete potuto leggere anche voi … la disinteressata …nonostante sia stata smentita dall’ottimo Giorgio Meletti del Fatto quotidiano per ben 3 volte continua a dire :
– 10 gen 2016 —> Ipotesi di un mio conflitto d’interessi è a dir poco fantasiosa
– 27 gennaio 2016 ——> Non c’è stato un solo avvenimento che possa far parlare di conflitto di interessi
– 9 mag 2017 ——> Non ho mai chiesto alcun interessamento né a Ghizzoni, né ad altri per Banca Etruria

Peccato che sono almeno 3 le smentite ricevute dall’allora Ministro Boschi..e ci arriviamo.. subito

Marzo 2014 – PARTIAMO COL PRIMO DI QUESTI 3 AVVENIMENTI DELLA MINISTRA …”DISINTERESSATA”

Il presidente di Veneto Banca Flavio Trinca ex DC insieme all’amministratore delegato Consoli si mettono in macchina e incontrano…chi ??? Pierluigi Boschi, allora era un semplice MEMBRO del CDA di Banca Etruria e Fornasari ,al tempo Presidente della Banca e anche lui ex deputato DC. L’incontro serve a informare la ministra disinteressata sulle vicende che assillano le due banche….perchè da alcuni mesi sia Etruria, sia Veneto Banca sono nel mirino della Vigilanza di Bankitalia.
Le due banche recalcitrano, per due ragioni. La prima è che sono due Popolari, cioè due cooperative, che insieme fanno circa 150 mila soci e si decide con il principio una testa un voto. “Chi glielo va a dire che devono consegnarsi senza condizioni al rivale Zonin,” il quale ha fatto subito sapere a Fornasari e Trinca che per loro non ci sarà posto nel CDA nella nuova bancona che nascerà dalle due fusioni….

Maggio 2014 – DOPO GLI INCONTRI ARRIVANO LE PREMIAZIONI

Due mesi dopo il triangolare Veneto Banca -Etruria – Minstro Boschi a casa Boschi, Pierluigi Boschi fin ora SEMPLICE membro del CDA, diventa magicamente Vice presidente di Banca Etruria….tutto ciò avviene due mesi dopo questo incontro e tre mesi mesi dopo la nomina della disinteressata …a ministro…..ma sarà sicuramente … un caso

PASSA IL 2014 …. NESSUNO MUOVE UN DITO…FORSE PERCHè QUALCUNO..LAVORA DIETRO … ……..TRAMA NELL’OMBRA ???? ma in maniera disinteressata ..attenzione…

Gennaio 2015 – SIAMO QUASI AL TRACOLLO, NESSUNO VUOLE ETRURIA..PERCHE SANNO PROBABILMENTE QUELLO CHE C’è DENTRO

– Banca d’Italia sa che Etruria naviga in cattive acque già dal 2002 e ….non fa ……….nulla…….ricordate ???… a dicembre 2013 il governatore di banca d’Italia parlava di “progressivo degrado irreversibile”..dal 2002

Nel frattempo …sempre a gennaio 2015

– La “disinteressata” Boschi chiede all’ex amministratore delegato di Unicredit se può acquistare la banchetta del papà… Ghizzoni dopo aver messo a lavoro un suo dipendente per valutare l’operazione risponde “picche” alla ministra….. che mai…. si era interessata della banca presieduta dal papà …cosi parlò…la ministra

24 gennaio 2015 – ARRIVA IL DECRETO SULLE BANCHE POPOLARI
Su Etruria quasi in bancarotta viene in soccorso super matteo…. il Presidente del Consiglio ….…queste popolari ormai hanno attivi troppo alti..dice….dopo la riforma ne sono scoppiate 3 su 10 in meno di un anno….?????
e poi misero quel famoso limite di 8 miliardi troppo lontano dai 30 miliardi scelti dalla BCE per le banche sistemiche….con 20 non entrava etruria con 15 per un pelo…con 10 rimaneva sempre ultima …quindi sospetta…con 8 rientrava la popolare di bari.

…probabilmente scopriremo…. anche cosa c’è sotto questa scelta ….

3 febbraio 2015 – VIA ALLE TELEFONATE
Consoli, ad di Veneto Banca, chiama Vincenzo Umbrella, capo della sede di Firenze di Banca d’Italia e gli dice: “Io chiamo Pier Luigi e vedo se mi fissa un incontro, anziché con la figlia, direttamente col premier”

Stesso giorno…. ore 19.34
il direttore generale di Veneto Banca Vincenzo Consoli chiama Pier Luigi Boschi e si scambiano informazioni a mio parere riservate …e la telefonata intercettata si conclude con: “Domani in serata se ne parla, io ne parlo con mia figlia, e col presidente domani e ci si sente in serata”. La figlia è ovviamente Maria Elena Boschi, ministro disinteressata delle Riforme.
Il presidente è Matteo Renzi.

10 febbraio 2015 – BANCA D’ITALIA COMMISSARIA BANCA ETRURIA
Arriva la risposta di banca d’Italia al decreto sulle popolari ….solo 15 giorni dopo…banca d’Italia chiede il commissariamento di banca etruria

22 novembre 2015 – ETRURIA INSIEME AD ALTRE 3 BANCHE VIENE MESSA IN RISOLUZIONE

Improvvisamente…. e non per salvare correntisti che sono esclusi da questa procedura o i dipendenti che tutt’ora rischiano di restare senza lavoro…. il Governo, applica la nuova procedura di prefallimento chiamata “burden sharing”…. inizialmente hanno parlato di bail in non sapendo entrasse in vigore nel 2016. …e così da un giorno all’altro 130.000 clienti perdono tutto, 12 000 obbligazionisti non professionali…risparmiatori ignari …hanno perso tutto e per questa operazione …che è in pieno conflitto d’interessi…. stando ai dati attuali se non vengono smentiti …e aspetto le querele alle dichiarazioni che abbiamo letto…..aspetto le audizioni di questi attori …..perché nessuno me lo leverà mai dalla testa che ne avete messe 4 insieme per mischiare le carte ….quello che rischiamo di scoprire è inimmaginabile…..perché mettere in risoluzione solo Etruria …sarebbe stato troppo rischioso…….questo dobbiamo scoprirlo e la commissione d’inchiesta se fatta bene potrà darci anche queste risposte.

CONCLUDO

Questa mossa è quella che vi incastrerà perché con questa azione avete violato la ragionevolezza, oggi tutti a dire che il bail in andava rinviato quando a dirlo eravamo noi sembravamo dei folli, avete applicato una legge su obbligazioni acquistate quando era in vigore un’altra legge, avete fatto finta di non vedere i raggiri ai risparmiatori, senza tutelarli in nessun modo, da un giorno all’altro senza più un euro, senza più speranze, Civitavecchia ha pianto un suo cittadino che si è suicidato per la disperazione, perché voi cinici spietati nel decreto iniziale non avevate pensato a nessun fondo risarcimenti a nessuna speranza….tutto ciò che hai non ce l’hai più …fate davvero schifo ….
il risvolto più giusto sarebbe stato quello di una nazionalizzazione già nel 2013, portare i libri in tribunale e cambiare il managment, anche un eventuale fallimento corredato da un “fondo risarcimenti” e una procedura onesta di“arbitrato” avrebbe portato risultati migliori, voi avete raccontato ciò che meglio vi viene fare… menzogne…su menzogne come quella sul collega Angelo Tofalo, come se vi sentiste superiori a qualsiasi legge, liberi di calunniare in tv davanti a milioni di cittadini italiani cazzate su cazzate….,

dite a Renzi che i correntisti, avendo lui applicato, il burden sharing e non il bail-in (visto che non era ancora in vigore) sono esclusi da qualsiasi coinvolgimento…e ricordategli che ha ripulito con i soldi di azionisti e obbligazionisti le truffe che avevano fatto in passato per poi far acquistare questa banca a 1 euro e per ultimo ditegli che i dipendenti che dice di aver salvato verranno ridotti da entro il 2020 del 32% rispetto al 2016 insieme al taglio di 140 filiali.

(1) Il 3 dicembre Visco scrive la lettera che comincia con la scritta “riservatissimo”. Leggendo si capisce perché. Il 20 dicembre la Consob pubblica un supplemento al prospetto informativo della subordinata IT0004966856, che è già stata venduta e che, secondo gli scenari probabilistici opportunamente vietati dalla Consob, presentava il 64 per cento di probabilità di perdere la metà del capitale. Il supplemento concede agli investitori (qualora avessero per caso saputo della pubblicazione) di revocare l’ordine di acquisto, alla luce delle novità, entro due giorni lavorativi. Il 20 dicembre è un venerdì, possono eventualmente andare in banca il 23 e il 24 dicembre.
A parte questa presa in giro, il supplemento tace della lettera di Visco. Si limita a dire che, a seguito dell’ispezione, Bankitalia ha fatto dei rilievi che “non assumono in ogni caso un’entità tale da pregiudicare il mantenimento dei requisiti prudenziali”. E che, “in linea con gli indirizzi dell’Organo di Vigilanza”, il cda ha deciso di cercare un partner bancario di “elevato standing”: “Un intento che, oltre a dare respiro alle prospettive future, mira a non compromettere i livelli occupazionali ed a valorizzare il sempre crescente patrimonio di professionalità e conoscenze acquisite nel tempo”. Ma che bello. Prima di vedere che cosa ha scritto Visco, ricordiamoci il copione. La Banca d’Italia non vigila sui mercati finanziari, quindi non si assume responsabilità se il contenuto di un prospetto, oltre che tardivo, risulti anche falso. Scarica la colpa sulla Consob, che però replicherà che non può sapere della lettera di Visco se Bankitalia non glielo dice.
Visco il 3 dicembre ha scritto nella lettera segreta che già nel 2002, a fronte di ingenti crediti ammalorati, “la Banca d’Italia ha imposto un coefficiente patrimoniale specifico”: cioè un capitale totale pari al 10 per cento dei prestiti erogati e non dell’8 per cento come nelle banche sane. Questa misura di prevenzione, dice Visco, “non è stata mai rimossa per mancanza dei necessari presupposti”, visto che “negli ultimi anni tali criticità si sono progressivamente accentuate”. Ricorda l’ispezione del 2010, che non è servita a fermare il degrado. E richiama la lettera del 24 luglio 2012 con cui era stato chiesto un rimpasto sostanzioso del cda per la sua “inadeguatezza”, un taglio della struttura attraverso il “ridimensionamento della rete territoriale”, e “un rafforzamento dei buffer patrimoniali rispetto ai minimi regolamentari”, cioè nuovo capitale, cioè obbligazioni subordinate, visto che il mercato non assorbiva aumenti di capitale.
Un anno e mezzo dopo la lettera del 2012 Visco sostiene che a Banca Etruria si sono fatti beffe di lui: “I ritardi accumulati nell’affrontare le gravi problematiche e il ricorso ad interventi parziali e talvolta dilatori hanno contribuito ad accrescere le criticità”. Conclusione tombale: “A seguito del progressivo degrado della situazione aziendale, la Banca Popolare dell’Etruria risulta ormai condizionata in modo irreversibile da vincoli economici, finanziari e patrimoniali che ne hanno di fatto ‘ingessato’ l’operatività”. Per cui Bankitalia “ritiene che la Popolare non sia più in grado di percorrere in via autonoma la strada del risanamento”. Visco ordina a Banca Etruria di vendersi a un’altra banca più grossa entro 120 giorni, tempo che in genere non basta neppure per vendere un’auto usata. Infatti non succederà niente. L’ispezione di Bankitalia serve solo a fare fuori il presidente Giuseppe Fornasari (che ne ha contestato energicamente i contenuti) e a mettere in sella Lorenzo Rosi (oggi indagato) con due vice presidenti: Pier Luigi Boschi e Alfredo Berni, ex direttore generale negli anni in cui la Banca, stando a Visco, era stata sfasciata. Lo scorso febbraio, a quindici mesi dalla letteraccia, Visco ha commissariato l’istituto che Bankitalia ha lasciato sfasciare per 13 anni segretando le sue ispezioni.

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