SICCITA’: RIFINANZIAMENTO DEL FSN E AZIONI DI CONTRASTO

Da nord a sud, l’Italia sta facendo i conti con la siccità. Ai tavoli delle Regioni si cercano soluzioni per tutelare agricoltori e allevatori dai possibili danni economici, stimati da alcune associazioni di categoria intorno al miliardo di euro. Anche in Toscana si sta registrando un preoccupante deficit di pioggia: a maggio si sono registrati 50-60 mm di pioggia in meno rispetto al periodo medio di riferimento per il periodo 1987-2016. Dopo la dichiarazione dello stato di emergenza regionale del Governatore Rossi, l’assessore Remaschi ha annunciato la richiesta al Governo dello stato di calamità in deroga al Decreto legislativo n.102/2004 per provare a ricomprendere anche le colture assicurabili (ma non assicurate) come già successo nel 2012, anno di grave siccità.
In attesa del piano straordinario di interventi per mitigare gli effetti della carenza idrica annunciato dal Presidente Rossi  ho depositato un’interrogazione al ministro Martina per sottolineare la gravità della situazione in Toscana e chiedere se ritenga sufficiente la dotazione attuale del fondo di solidarietà nazionale, da cui si attinge per far fronte alle crescenti richieste di emanazione di Decreti di declaratoria dell’eccezionalità degli eventi climatici avversi, anche in deroga al D.Lgs. 102/2004.
Come gruppo M5S in commissione agricoltura abbiamo anche presentato una risoluzione che impegna il Governo a fronteggiare l’emergenza causata dalla siccità al sistema agricolo, con una serie di proposte concrete. Crediamo sia indispensabile:
rifinanziare adeguatamente il Fondo di solidarietà nazionale, posto che in casi di eccezionale gravità si è consentito l’accesso agli interventi compensativi anche da parte delle aziende che non hanno sottoscritto polizze agevolate a copertura dei rischi;
– il sistema assicurativo agevolato dev’essere maggiormente promosso e migliorato nel funzionamento, oggi troppo farraginoso e complicato.
– prevedere la possibilità di validazione dei criteri di risarcimento delle polizze da parte del Ministero delle politiche agricole, al fine di evitare il silenzio-assenso ed eventuali mancati risarcimenti;
– per quanto riguarda le infrastrutture, è necessario procedere con urgenza ad un monitoraggio degli invasi incompiuti, non funzionanti o non collaudati al fine di valutare le reali necessità, velocizzare il completamento delle opere irrigue ed aggiornare costantemente l’avanzamento dei lavori al fine di registrare i progressi compiuti.
Queste ed altre misure, come la promozione dell’uso di sistemi irrigui di precisione, sono azioni ormai non più prorogabili.
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