Governo indichi soglia livelli Thc in alimenti

Approvata oramai da tempo la legge “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa’ maesta ancora un nodo da sciogliere.
Il Ministero della salute, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, avrebbe dovuto provvedere all’aggiornamento del Testo Unico, definendo in un’apposita tabella i livelli massimi di residui di  THC ammessi nei derivati alimentari, nei preparati erboristici, fitoterapici e nei cosmetici.
La proposta di legge del MoVimento 5 Stelle è un’opportunità per rilanciare dopo 60 anni la filiera della canapa industriale in Italia garantendo una maggiore tutela e più strumenti per l’agricoltore, tra le novità introdotte: 700mila euro annui per gli impianti di trasformazione; per le varietà che contengono fino allo 0,2% di Thc non è necessaria l’autorizzazione; i controlli vengono fatti da un unico soggetto e la percentuale di Thc consentita potrà oscillare fino allo 0,6%”.  Le proposte sono tutte sul tavolo e sono diventate ormai legge, mancano solo i decreti attuativi per renderle operative. Il Governo li emani al più presto per garantire gli interessi di produttori e consumatori.

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