VUOTO A RENDERE, AL VIA LA SPERIMENTAZIONE, COME IMPEGNARE IL PROPRIO COMUNE

Il Movimento 5 Stelle, primo firmatario Stefano Vignaroli, è stato l’unico a depositare una proposta di legge sul VUOTO A RENDERE in questa legislatura.   

Attraverso un emendamento, adesso articolo del Testo Unico Ambientale (art. 39 della legge 221/2015) presentato dal relatore di maggioranza alla Camera, poi da noi subemendato per migliorarlo, e tamponando alcuni tentativi di boicottaggio, in particolare durante l’esame al Senato, la disposizione che introduce il sistema “vuoto a rendere” ha visto finalmente la luce.  

Il risultato ottenuto è ben diverso e meno ambizioso della nostra proposta di legge iniziale, ma è pur sempre una legge importante. Era il 2015 quando la legge sul vuoto a rendere veniva approvata in Parlamento, ma da allora si è dovuta percorrere ancora tanta strada tra ulteriori mediazioni con le associazioni di categoria, pronunciamento del Consiglio di Stato e pubblicazione del regolamento in Gazzetta Ufficiale

CONTENUTI DELLA LEGGE

Il sistema del vuoto a rendere prevede in via sperimentale per la durata di un anno e su base volontaria del singolo esercente una cauzione per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo, riguarda dunque il “consumo fuori casa” (circuito HORECA).

Ad aderire alla sperimentazione dovrà essere dunque l’esercente che dovrà pagar la cauzione iniziale ai produttori di acqua e birra e rendere indietro al produttore (attraverso il distributore) l’imballaggio utilizzato dal cliente che consuma nella propria attività commerciale. Il cliente avrà la garanzia che, consumando dall’esercente che aderisce all’iniziativa, quell’ imballaggio tornerà al produttore per essere riutilizzato. Gli esercizi commerciali aderenti al sistema “vuoto a rendere” saranno riconoscibili dal cliente attraverso un logo esposto che lo stesso Ministero fornirà. 

Questa sperimentazione punta a rendere il vuoto a rendere  più diffuso rispetto ad adesso e poi ad estenderlo ad altre bevande. Per quanto riguarda il materiale dell’imballaggio, la legge non lo limita al vetro, ma essendo finalizzato al riutilizzo, attualmente solo il vetro è pronto a garantirlo.

COSA POSSONO FARE I COMUNI 

Il vero difetto di questa legge è che il Governo non si è degnato di riconoscere alcun incentivo per invogliare gli esercenti ad aderire. L’esercente dovrebbe pagare dunque una cauzione, compilare dei moduli e trattenere i vuoti in attesa del distributore, senza nemmeno avere uno sconto TARI o di altro tipo

Anche i distributori (e i produttori, ovvero tutti gli attori della filiera del vuoto a rendere), alleati in questa battaglia, chiedono un piccolo aiuto, come per esempio agevolazioni su orari ZTL oppure sconto TARI.

Il primo Comune d’Italia a premiare gli esercenti e i distributori con uno sconto TARI sarà il Comune di Pomezia.

La sperimentazione del vuoto a rendere durerà un anno che andrà dal 7 febbraio 2018 per concludersi il 6 febbraio 2019.

SchemaMozioneVuotoARendere

ODG presentato da Pomezia

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