Poste: garantire servizio universale

Roma, 27 ottobre – “Il Governo garantisca il servizio universale di corrispondenza su tutto il territorio nazionale, compromesso dal contratto di programma 2015-2019 tra Poste Italiane e Ministero dello Sviluppo Economico che, con il cosiddetto Piano di razionalizzazione, ha introdotto la consegna a giorni alterni della corrispondenza e ha dato il via alla chiusura di numerosi uffici postali nei piccoli centri, privando così moltissimi Comuni italiani di un servizio essenziale per il quale Poste incassa 262,4 milioni di euro l’anno di soldi pubblici”.

Lo ricorda oggi la deputata del MoVimento 5 Stelle Chiara Gagnarli a margine di una interpellanza promossa dal M5S per chiedere conto dello smantellamento di un altro servizio fondamentale, quello della Polizia postale.

“In merito al servizio universale di corrispondenza – spiega la Gagnarli – questa nuova ondata di tagli ha prodotto tonnellate di missive in giacenza, con bollette consegnate anche dopo la scadenza, compromettendo persino invii prioritari, come raccomandate dell’Inps, avvisi di Equitalia e telegrammi.

Questo scellerato piano di riorganizzazione messo in atto con il benestare del Governo e che andrà a regime ad inizio 2018 e coinvolgerà 5.300 Comuni, contrasta con le norme Ue che obbligano gli Stati membri ad assicurare la raccolta e la distribuzione degli invii postali ‘almeno 5 giorni lavorativi a settimana’ ammettendo la fornitura per un numero inferiore di giorni solo in presenza di circostanze o condizioni geografiche eccezionali. Profili di eccezionalità che, per ammissione delle stesse Poste Italiane, sono assenti: difendendosi davanti al TAR, Poste Italiane ha infatti ammesso che la riduzione del servizio non dipende da particolari difficoltà nel raggiungere le località interessate, bensì da un mero calcolo di convenienza economica.

Da una prima verifica – prosegue la Gagnarli – la situazione in Toscana non è delle più rosee. Sarebbero 186 i Comuni interessati dal piano di razionalizzazione che comporterà la consegna a giorni alterni della corrispondenza: 26 ad Arezzo, tra cui un ufficio a Cortona, 19 a Firenze, 23 a Grosseto, 10 a Livorno, 29 a Lucca, 13 a Massa, 30 a Pisa, 6 a Pistoia, 2 a Prato e 28 a Siena.

Anche il Parlamento Europeo è intervenuto sulla materia: oltre un anno fa ha approvato una risoluzione che ribadiva la necessità, da parte degli Stati Ue, di garantire il servizio universale ed il mantenimento degli sportelli postali proprio in quelle aree remote, montane, disagiate e a maggiore rischio di isolamento. Perché l’Italia sta facendo tutto l’opposto, rischiando di incorrere in una procedura d’infrazione europea per violazione del diritto degli utenti? Un ulteriore danno che sarà scaricato sulle teste e sulle tasche dei cittadini”.

QT Spessotto

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