GUIDE TURISTICHE: SERVE RIORDINO “ORGANICO” NORMATIVA

La professione di guida turistica è quella di più antica tradizione tra le cosiddette “professioni turistiche” tanto da essere stata, insieme a quella dell’interprete turistico, la prima a trovare espressa regolamentazione e riconoscimento a livello legislativo nell’ordinamento italiano, in una legge datata 1888.

Purtroppo ad oggi la professione versa in un caos normativo, in quanto è ancora senza una legge di riordino che è quanto mai necessaria. Un riordino organico a livello nazionale che eviti la frammentazione normativa regionale, riconoscendo alle stesse una professionalità e competenza univoca e specifica. Questo abbiamo chiesto al Ministro dei Beni Culturali e del Turismo tramite un question time a prima firma del collega M5S Mattia Fantinati, in decima Commissione – spiega la deputata aretina Chiara Gagnarli. Il tutto è scaturito dal fatto che alle guide turistiche si è applicata, in maniera erronea, la direttiva europea “servizi” piuttosto che la direttiva “qualifiche professionali” e da ciò è scaturita una procedura di pre-infrazione (EU Pilot) da parte della Commissione Ue che l’Italia ha goffamente cercato di sanare. 

L’interrogazione – precisa Adina Persano, Presidente nazionale guide turistiche ANGT – per la quale ringrazio ufficialmente i deputati del Movimento 5 stelle, lamenta il fatto che la mancanza di una legge di riordino ha creato una situazione di anarchia e concorrenza sleale. Ogni Regione segue il suo percorso di abilitazione, così da una parte occorrono corsi da 900 ore, come in Toscana, altrove invece si accede all’esame senza alcun corso.

Dal 2013 – prosegue la Presidente ANGT – quando è stata varata la legge 97/2013, si è creata incertezza nella professione, che ha reso la vita facile a chi svolge la professione senza abilitazioni, in assenza anche di un sistema di controlli. La scarsa conoscenza del patrimonio e dei luoghi in cui esso è custodito – ammonisce la Persano – può anche generare situazioni di rischio per i visitatori; per non parlare del fatto che si sono aperte le porte ad operatori stranieri che lavorano per tour operator internazionali e che stanno mettendo in grave crisi economica le guide turistiche ma anche creando una enorme diminuzione del gettito fiscale per le casse dello Stato”

 

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